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Questa mattina, attorno alle quattro e mezza, la squadra di volontari della Protezione Civile della Provincia di Treviso è partita per Senigallia, per prestare soccorso alla comunità marchigiana colpita nei giorni scorsi da una tragica alluvione che ha devastato il territorio tra Ancona, Pesaro e Urbino.

Il gruppo, composto da 6 volontari come da indicazioni della Regione Veneto, che ha attivato subito dopo la calamità le sette Province per svolgere le operazioni di sgombero e ripulitura delle aree inondate, è arrivato nel Senigalliese verso le 9.30.

Nel dettaglio, la squadra della Provincia di Treviso organizzata per l'operazione è costituita da tre volontari dell'Associazione Cavalieri dell'Etere di Conegliano e tre della Protezione civile di Zero Branco ed è partita per le Marche attrezzata con un modulo AIB (utilizzato per le attività antincendio) che sarò impiegato per respingere il materiale fangoso dalle strade, un pick-up, un rimorchio, una motopompa e una pompa sommersa, mezzi necessari per liberare i locali dall'acqua.

Nella mattinata sono iniziate immediatamente le ricognizioni della zona e avviate le attività di sostegno alla popolazione, svuotamento delle cantine, smaltimento di ramaglie e detriti, pulizia delle strade dal fango e dai residui trasportati dall'acqua.

  

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Scuole, volontariato e una formazione speciale alle situazioni di emergenza: ieri mattina nel parco di Villa Dolfin, storica sede Istituzionale dell’I.P.S.S.E.O.A. “G. Maffioli”, studenti e studentesse dell’Istituto sono stati a “lezione” dalla Protezione Civile nell’ambito dell’iniziativa “La cucina entra in campo” organizzata dal Maffioli insieme al Dipartimento della Protezione Civile di Treviso e di Verona, oltre che dell’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) di Treviso e del D.S.E. (Dipartimento Solidarietà Emergenze) della Regione Veneto. All’evento ha preso parte anche Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso.

L'iniziativa, pensata per preparare le studentesse e gli studenti a cucinare mettendosi alla prova in un contesto inusuale, è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile di Treviso e di Verona, oltre che dell’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) di Treviso e del D.S.E. (Dipartimento Solidarietà Emergenze) della Regione Veneto.

In particolare, l'esperienza formativa di cucina all'aperto di oggi si inserisce nell'ambito della prima edizione del convegno “Cultura del volontariato e cucine in emergenza”, svoltosi al Centro Culturale “Don Ernesto Bordignon” venerdì 8 aprile, che ha coinvolto insieme al presidente della Provincia Marcon anche Rolando Rizzolo, referente regionale, Riccardo Mastronicola e Davide Vendramin della Protezione Civile di Treviso, Antonio Riolfi della Protezione Civile di Verona, il presidente D.S.E. FIC Veneto Nicola Andreetto e gli executive Chef, Maestro Fabio Tacchella ed Ermanno Zago. L'evento ha ricevuto il sostegno degli sponsor Pasta ZARA, acqua San Benedetto, pasticceria Pattaro, Azienda Agricola “Nonno Andrea” e Latteria Soligo.

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La Regione del Veneto ha comunicato alla Provincia di Treviso l’apertura di un hub di accoglienza per l’ospitalità dei rifugiati ucraini a Villa Rietti Rota di Motta di Livenza. Si tratta di una struttura che dispone già di 15 posti letto e che verranno poi implementati fino a 50. Sarà l’associazione AGESCI attivata dalla Regione del Veneto a garantire la gestione amministrativa (registrazioni ecc.) degli ospiti, mentre alla Provincia di Treviso spetta il compito di coordinare le altre organizzazioni di volontariato e la Protezione Civile per assistenza agli ospiti e presidio notturno. Inoltre, l’Associazione ANA di Treviso “Squadra di Motta di Livenza” ha già effettuato il ripristino dell’hub.

Questa mattina il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, si è recato in sopralluogo all’hub con il consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile e sindaco di Motta di Livenza, Alessandro Righi, per verificare lo stabile e preparare l’avvio dell’hub.

Il primo e fondamentale passo per diventare volontario di Protezione Civile è quello di iscriversi ad una delle numerose Organizzazioni di volontariato accreditate nel sistema di Protezione Civile. Puoi trovare un elenco delle Organizzazioni a questo link http://www.protezionecivile.gov.it/servizio-nazionale/strutture-operative/volontariato/elenco-nazionale/centrale.

Successivamente è necessario seguire il percorso formativo base. Questo corso è rivolto a tutti i volontari e ti permetterà sia di prendere confidenza con i principali argomenti che riguardano la Protezione Civile, sia di approfondire il tema della sicurezza degli operatori nei diversi scenari di rischio. Potrai inoltre approcciare corsi specialistici, i quali saranno più focalizzati sul ruolo da svolgere nell'ambito delle operazioni di emergenza e dell'Organizzazione di Volontariato di Protezione Civile della quale farai parte.

Se sei interessato e desideri avere ulteriori informazioni puoi scriverci un'e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., nella quale ti chiedimao di specificare:

  • la zona della provincia o il comune dove preferiresti svolgere tale attività;
  • l'ambito operativo di tuo interesse (ad esempio: comunicazioni, logistica, cinofili, sub, sanitario ecc.).

In base alle tue indicazioni cercheremo di fornirti le informazioni ed i recapiti che riteniamo più idonei ad incontrare le tue aspirazioni.

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01 Gennaio 2005

I.C.A.

Inseguridad Colectiva y Autoprotección
Insicurezza collettiva e difesa personale

Urb-AL Rete n. 14 “Sicurezza urbana”.

La concettualizzazione del progetto I.C.A. è nata dalla volontà della rete di collaborazione Europa – America latina di rafforzare le conoscenze e le capacità degli enti e organismi responsabili di intervenire nelle situazioni di emergenza e di rischio per la collettività. Questa iniziativa è il risultato delle sessioni di lavoro che hanno avuto luogo a Valparaiso (Cile) nell’ottobre 2004, nel quadro della riunione annuale della rete tematica Urb- AL n. 14 “Sicurezza urbana” che si poneva l’obiettivo di affrontare i temi della sicurezza urbana nelle sue diverse accezioni, tra cui anche l’insicurezza derivante da rischi antropici e naturali.

La rete di cooperazione del progetto I.C.A. guidata dal Comune di Santa Cruz di Tenerife, territorio particolarmente soggetto a smottamenti, terremoti e altre forme di rischio naturale e antropico, si proponeva di: stabilire una metodologia comune per l’identificazione, la valutazione e l’analisi dei rischi; per la definizione dei protocolli e delle pertinenti direttive volti a limitare l’aggravamento di situazioni di emergenza; sensibilizzare le autorità e i tecnici sui rischi delle loro località e sulle opportunità di insegnare adeguatamente alla popolazione, attraverso delle reti di collaborazione locale, il modo di reagire nei diversi tipi di emergenza e di catastrofe, prima (prevenzione), durante (intervento) e dopo.

In particolare, i partner hanno proceduto ad analizzare e confrontare i rispettivi sistemi di protezione civile, a mappare le autorità preposte alla prevenzione e gestione del rischio e identificare gli strumenti di comunicazione utilizzati tra le autorità preposte alla prevenzione e gestione del rischio nonché quelli verso la popolazione. I lavori di confronto tra i tecnici di protezione civile delle istituzioni partner si sono tradotti nella realizzazione di un manuale “Pratiche per la gestione del rischio di catastrofi a livello locale”.

BUDGET DEL PROGETTO
€ 208.086,68

BUDGET DELLA PROVINCIA DI TREVISO
€ 6.799,00

DURATA
24 mesi (2005-2007)

PARTNER Coordinatore: Comune di Santa Cruz de Tenerife – Spagna; Provincia di Treviso – Italia; Asturia – Spagna; Comune di Junín – Argentina; Calama Comitato Provinciale di emergenza – Cile; Comune di Asserì – Costa Rica; Comune di Riobamba – Ecuador; Comune di Santa Tecla – El Salvador; Comune di Independencia – Perù

Informazioni aggiuntive

  • Sottotitolo - Descrizione progetto Sperimentazione di una metodologia di indagine integrata delle acque sotterranee volta all’identificazione di interventi di risanamento sulle fonti principali di inquinamento.
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Un grande lavoro di volontariato che per due mesi ha incessantemente supportato i cittadini trevigiani. È quello della Protezione Civile che, durante il lockdown per l’emergenza Coronavirus, si è dimostrato un instancabile esercito al servizio di Comuni e comunità. I numeri della Sala Operativa Provinciale della Protezione Civile parlano di ben 1.763 volontari che hanno donato 17.071 ore di lavoro.

I volontari e le volontarie della Protezione Civile si sono resi protagonisti di numerose operazioni, dalla consegna di dispositivi di protezione ai Comuni, alla distribuzione casa per casa ai cittadini delle mascherine, dalla consegna dei pasti e della spesa per le categorie maggiormente in difficoltà fino al coordinamento generale della sicurezza nei pressi di supermercati o al pre-triage negli Ospedali. In tutto, sono state distribuite su delega regionale 3 milioni e 200.000 mascherine, 50.000 dispositivi di sicurezza di vario tipo (guanti, schermi), 17 pallet di bottiglie di alcool disinfettante e infine oltre 40 pallet di beni alimentari (pizze, succhi di frutta, acqua e colombe pasquali) destinate agli enti caritatevoli per l’assistenza ai bisognosi. Facendo un calcolo dell’impegno lavorativo e orario, grazie al lavoro incessante prestato dai volontari per il bene comune, i trevigiani hanno risparmiato oltre 350.000 euro.

I numeri sono stati comunicati dal presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, assieme al responsabile della Sala Operativa Provinciale Agostino Battaglia, il consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile Emanuele Crosato e il referente di zona del volontariato della Protezione Civile Provinciale, Riccardo Mastronicola (nella foto assieme nella sede operativa).

“Un esercito instancabile di volontari che in questi due mesi della Prima Fase di emergenza è stato vicino alla popolazione – commenta Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – sono i ben 1.763 volontari di Protezione Civile che hanno lavorato giorno e notte per oltre 60 giorni. A loro va il nostro infinito ringraziamento, perché sono una risorsa inestimabile che non ha mancato di far sentire la propria presenza, dalla distribuzione di mascherine a quella dei pasti per i più bisognosi, senza dimenticare un costante lavoro di stoccaggio e destinazione dei dispositivi che arrivavano dalla Regione o da altre donazioni. Ringraziamo proprio tutte le donazioni arrivate direttamente alla Provincia; migliaia di mascherine arrivate dai parlamentari veneti alle decine di migliaia consegnate dal Gruppo Cadoro. Per fare un esempio dello spirito di solidarietà, un signore che con grande generosità ha telefonato per giorni per donare quello che poteva: 20 euro. L’ho trovato – e lo definisco con un ossimoro - un piccolo grandissimo gesto di sensibilità”.

Fase2: l’impegno continua, con la consegna della spesa o dei farmaci e l’assistenza nelle operazioni negli Ospedali. La Sala Operativa rimane aperta finchè non sarà terminata l’emergenza.

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